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30/01/2012

Alla Fabbrica dei Sogni si discute di …

Economia solidale Economia alternativa Consumo critico e responsabile Riuso e riciclo



L’Economia solidale comprende tutte le esperienze e le pratiche economiche che promuovono un modello economico alternativo a quello dominante. Un’economia diversa, non orientata alla crescita e al profitto illimitati, ma che valorizzi le relazioni umane, rispetti l’ambiente, garantisca inclusione e partecipazione.

Si tratta di una risposta concreta e propositiva ai processi degenerativi prodotti dall’economia mondializzata che, soprattutto nei territori locali, genera fenomeni di uniformazione, sradicamento, esclusione, degrado sociale, ecologico.

Da pratica sperimentale, l’Economia solidale oggi è diventata una realtà importante, diffusa in tutto il mondo, assumendo forme diverse secondo le culture in cui si sviluppa. Anche in Italia sono cresciute esperienze di Economia solidale (il commercio equo e solidale, pratiche di consumo critico e responsabile, la finanza solidale, pratiche di riuso e riciclo, il software libero, esperienze di agricoltura biologica, esperienze di turismo responsabile).



Queste realtà tendono a mettersi in rete attraverso la costruzione di RES (Reti di Economia Solidale) o di DES (Distretti di Economia Solidale), veri e propri laboratori di sperimentazione civica, economica e sociale che collegano i diversi attori e favorsicono lo sviluppo complessivo dell’economia socale nel territorio.

Le Reti e i Distretti di Economia Solidale s’ispirano alla “Carta per la Rete di Economia Solidale”. (Cfr. www.retecosol.org) Secondo la Carta, le pratiche di economia solidale sono attività che realizzano:

.: rapporti tra i soggetti economici (produttori, distributori, consumatori) fondati su reciprocità, cooperazione e fiducia;
.: giustizia e rispetto delle persone (condizioni di lavoro, salute, formazione, inclusione sociale, garanzia dei beni essenziali, partecipazione e trasparenza);
.: rispetto dell'ambiente (sostenibilità ecologica);
.: partecipazione democratica;
.: impegno nell'economia locale e rapporto col territorio e con le istituzioni locali;
.: relazione con le altre realtà dell’economia solidale condividendo percorsi comuni;
.: impiego degli utili per scopi di utilità sociale.

I DES sono realtà territoriali, economiche e sociali che:

.: valorizzano la dimensione locale, le caratteristiche dei luoghi (conoscenze, saperi tradizionali, ricchezze ambientali, sociali e relazionali).
.: promuovono un’economia di giustizia (sostenibilità sociale): significa mantenere e favorire condizioni di equità nella distribuzione dei proventi delle attività economiche.
.: garantiscono la sostenibilità ecologica: significa svolgere le attività economiche in modo da non compromettere, anche nel lungo periodo, l'organizzazione vitale degli ecosistemi.

Quersti i tre principi fondamentali sono perseguiti attraverso il metodo della partecipazione attiva dei soggetti alla gestione dei processi economici.

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